venerdì 27 maggio 2011

Levis&Co...


All'improvviso, in macchina, nel traffico mi ha colto di sorpresa quella tremenda sensazione "da studente". Se avete compreso in un istante probabilmente state ancora pagando le tasse all'università, se vi state chiedendo "quale?" siete già un bel pezzo lontani dai libri.
Fugo i dubbi e ve la spiego. La "sensazione" è quella specie di morsa alla bocca dello stomaco - che finisce diritta in un vuoto pneumatico nel cervello - causata dalla certezza matematica di "doverstudiareestareinveceperdendotempoafarealtro". E' durata solo un istante ma l'ho riconosciuta al volo, mi prendeva sempre un giorno dopo l'esame quando decidevo di prendermi la settimana libera e non toccare un libro nemmeno per sbaglio,ottimo se l'esame era di lunedì, pessimo se era di venerdì!
Ora, non so perchè è arrivata oggi, così, forse era un segnale o forse semplicemente un caso ma ho cominciato a ripensare all'università, poi alla scuola e sono andata indietro con la memoria fino a realizzare che, al liceo, esattamente in questi giorni stavo aspettando a gloria la fine della scuola e l'inizio dell'estate, quell'estate che durava davvero tre mesi, tre mesi in cui poteva succedere di tutto - magari anche incontrare uno come Dylan nella piazza davanti a casa - che mi avrebbero cambiata e fatta crescere - e non solo di statura - sbagliare e ricominciare, sudare in un paio di levis 501 e gonfiare le caviglie nelle All Stars (ma mica si gonfiavano le caviglie allora!).
Un attimo dopo il traffico è in tilt,la sensazione è svanita e resta soltanto la consapevolezza che no, non esistono più le estati di una volta.

lunedì 23 maggio 2011

23.5.92 Capaci. Di tutto


23/05/92. Me la ricordo questa data. Ricordo il caos,il cartello con la scritta "Capaci", il silenzio a tavola mentre guardavamo il tg, il rumore delle sirene che non riusciva comunque ad essere più forte del silenzio, la consapevolezza nell'aria che non sarebbe finita lì. Era morto Giovanni Falcone, sua moglie, i suoi uomini di scorta e a me sembrava che fosse morto un collega di papà, uno che non conosci di persona ma per cui ti dispiace.
La cosa che, però, ricordo meglio risale ai giorni immediatamente successivi, al 25 maggio, giorno dei funerali di Stato. Una certa Rosaria, vedova dell'agente di scorta Schifani, in Chiesa fa un discorso che spacca il cuore di chiunque abbia un briciolo di umanità. Il microfono che viene spostato ogni volta che le sue parole vanno oltre il discorso scritto non basta a distogliere l'attenzione da quella frase "Loro non cambiano", tre parole che dicono tutto. Raccontano la disperazione di una moglie, la desolazione di un Paese, la distruzione di una società.
Rosaria Schifani, il 23 maggio del '92, aveva 22 anni, un'età che allora non mi aveva impressionato più di tanto, ma a rivederla oggi - che io li ho superati da un pezzo - mi sembra ancora più atroce che uno scricciolo di 22 anni abbia dovuto passare tutto questo.
VentitreMaggioNovantadue. Capaci, di tutto.

giovedì 19 maggio 2011

Scivolare


Eccoci qui. Un anno dopo. Sono cambiate tante cose in un anno, avventure che finiscono, avventure che cominciano, persone che vengono, persone che vanno, che poi tornano, libri iniziati e mai finiti, libri divorati, libri dimenticati. Canzoni che entrano in testa e non se ne vanno più.
L'inverno che ci siamo appena lasciati alle spalle è stato strano, un posto che ormai consideravo mio, aveva il mio odore, il mio disordine su una scrivania, le mie forcine per i capelli ovunque, ha chiuso, così dalla sera alla mattina. E' stato un colpo molto più forte di quanto pensassi e me ne sono accorta perché soltanto adesso riesco a passarci davanti e non alzare ogni volta gli occhi ed essere assalita dal magone, quello che stringe allo stomaco e per un secondo muori. Ma poi riprendi a respirare.
Oggi l'inverno è finito, pare, e ho anche fatto il bagno in mare, anche se in realtà non volevo, volevo solo rinfrescarmi i piedi ma sono scivolata dallo scoglio e sono finita in acqua. Non volevo fare il bagno ma l'acqua gelida era meravigliosa.
A volta si scivola nella vita, come si scivola da uno scoglio. E non è detto che la caduta faccia male per forza.

mercoledì 14 aprile 2010

Emergency. Missione compiuta


Sono giorni che tre operatori di Emergency sono in arresto, dicono, in realtà credo - e non solo io - che siano a tutti gli effetti sotto sequestro. Di parole se ne sentono tante, di motivazioni vere o false anche, dall'Italia come quasi sempre accade arrivano chiacchiere e poco altro, e quelli che si muovono di più sono i "virtuali" di facebook. Ieri mattina sembra che gli ultimi operatori presenti nell'ospedale di Lashkar-Gah abbiano lasciato la struttura diretti a Kabul e, adesso, l'ospedale è in mano alla polizia afghana, di dove siano realmente i pazienti si sa poco o niente. Non discuto le motivazioni dell'arresto anche se, personalmente, mi sembrano ridicole e insensate, credo che Emergency dia fastidio a qualcuno e non credo di aver scoperto l'America; le autorità italiane continuano a rilasciare dichiarazioni e intanto aspettiamo. Il popolo che ancora ha capacità di indignarsi firma petizioni e organizza manifestazioni in piazza. Intanto c'è una sola certezza: Emergency a Lashkar-Gah non esiste più. I medici non curano più. I meccanici non operano più. I tecnici non lavorano più.
Missione compiuta.


martedì 16 marzo 2010

Dalla repubblica delle banane

Inutile far finta di essere ancora un Paese democratico. Un Paese in cui si paga in canone - e alla fine, stremati dagli spot e dalle richieste di ogni conduttore/trice, velina, giornalista rai lo paghiamo anche se in ritardo e con la mora - e poi si subisce la chiusura dei programmi di approfondimento che non piacciono al GrandeCapo non è un Paese democratico. Io ho il diritto di continuare a vedere i programmi di sempre, esistono tutte le leggi possibili sulla par condicio, applicatele! E poi una domanda? Ma perchè AnnoZero, Ballarò e Parla con me no e Matrix sì?
Quesito della giornata!

sabato 13 marzo 2010

Dietro la porta un concerto di De Andrè

Ieri sera andare a "lavorare" è stato meglio del solito. Missione: concerto di Cristiano De Andrè! una serata di musica meravigliosa - lui è un musicista bravissimo - canzoni indimenticabili del grande Faber e tanti ricordi raccontati dall'unico che possa definirsi suo erede davvero. Mi è venuto in mente anche un ricordo lontano, abbandonato in qualche cassetto polveroso della memoria. Era il '93 e io andavo alle scuole medie, Cristiano De Andrè partecipa a SanRemo con un brano bellissimo, Dietro la porta. Qualche giorno dopo ho il compito d'Italiano e la traccia del tema chiede di scrivere una lettera ad un amico. La mia lettera è indirizzata al mio vecchio amico Cristiano e parla della mia nostalgia dei vicoli di Genova e delle sue porte a volte chiuse a volte spalancate. Io non ero mai stata a Genova ma me l'ero immaginata così, non conoscevo nessun Cristiano ma quella canzone mi aveva colpito e, non so perchè, l'ho sentito "amico" per un po'!
Ieri sera "Dietro la porta" non l'ha cantata - peccato! - ma io stamattina mi sono svegliata con questa canzone in testa.

"Ci sono novità, ci sono notti che per niente al mondo cambierei..."

giovedì 4 marzo 2010

TeenToxing!


La notizia shock di oggi arriva dall'Inghilterra, terra di re e regine, Beatles e Fish&Chips e, da oggi, pure di Teen Toxing! se sono già passati cinque secondi e ancora non avete capito di cosa sto parlando tirate un sospiro di sollievo, probabilmente siete delle persone normali! il Teen Toxing è la nuova (?) tendenza adolescenziale a riempirsi di botulino!!! Io a sedici anni contrastavo i brufoli - per la verità ancora adesso sono in guerra, anche se molto meno - le inglesine contrastano le rughe! Hannah, immortalata dal Daily Mail mentre si fa iniettare botox sulla faccia dalla madre, inespressiva come un cartone del latte e detta Human Barbie (chissà perchè...), sostiene di aver notato sulla sua fronte due righe - non vorrei svegliarla dal suo sonno idiota ma quelle due righe le abbiamo tutti, mio nipote di 7 mesi le ha pure belle marcate - e allora ha deciso di rivolgersi all'esperta mammina, estetista NON medico, per trovare un rimedio. La plastificata genitrice si è detta felice che la figlia non si sia rivolta a estranei ma abbia condiviso con lei questo problema e si è prestata per iniziare il processo di plastificazione della figlia sedicenne.
Che dire? tale madre tale figlia. Purtroppo!!!