venerdì 27 maggio 2011

Levis&Co...


All'improvviso, in macchina, nel traffico mi ha colto di sorpresa quella tremenda sensazione "da studente". Se avete compreso in un istante probabilmente state ancora pagando le tasse all'università, se vi state chiedendo "quale?" siete già un bel pezzo lontani dai libri.
Fugo i dubbi e ve la spiego. La "sensazione" è quella specie di morsa alla bocca dello stomaco - che finisce diritta in un vuoto pneumatico nel cervello - causata dalla certezza matematica di "doverstudiareestareinveceperdendotempoafarealtro". E' durata solo un istante ma l'ho riconosciuta al volo, mi prendeva sempre un giorno dopo l'esame quando decidevo di prendermi la settimana libera e non toccare un libro nemmeno per sbaglio,ottimo se l'esame era di lunedì, pessimo se era di venerdì!
Ora, non so perchè è arrivata oggi, così, forse era un segnale o forse semplicemente un caso ma ho cominciato a ripensare all'università, poi alla scuola e sono andata indietro con la memoria fino a realizzare che, al liceo, esattamente in questi giorni stavo aspettando a gloria la fine della scuola e l'inizio dell'estate, quell'estate che durava davvero tre mesi, tre mesi in cui poteva succedere di tutto - magari anche incontrare uno come Dylan nella piazza davanti a casa - che mi avrebbero cambiata e fatta crescere - e non solo di statura - sbagliare e ricominciare, sudare in un paio di levis 501 e gonfiare le caviglie nelle All Stars (ma mica si gonfiavano le caviglie allora!).
Un attimo dopo il traffico è in tilt,la sensazione è svanita e resta soltanto la consapevolezza che no, non esistono più le estati di una volta.

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